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L’Evoluzione
della professione del Procuratore
La professione del Procuratore riveste ormai un importanza notevole
per la massima valorizzazione del calciatore, questo perchè gli
interessi da tutelare sono molteplici ed occorre affidarsi a
professionisti in grado di curare i rapporti a 360° nella stipula di
contratti di prestazione sportiva, nello sfruttamento dei diritti di
immagine, per l’assistenza assicurativa e le questioni previdenziali
e nei rapporti con gli sponsor.
La figura del Procuratore nel tempo ha però subito un’evoluzione
rivestendo un’importanza sempre maggiore. Ed in futuro i calciatori
più importanti avranno bisogno di una vera e propria equipe, ognuno
dei quali dovrà essere specializzato nel proprio campo.
All’inizio degli anni ’80 questa attività rivestì carattere
marginale nell’ambito dei rapporti fra calciatori e società, in
quanto erano i presidenti delle stesse a fissare, quasi
unilateralmente e senza trattative, i caratteri e gli elementi del
contratto che il calciatore andava a stipulare. A parte il caso
della stella olandese Johan Cruyff che nel 1973 si trasferì dall’Ajax
al Barcellona con uno stipendio faraonico, grazie ai buoni uffici
del suo manager, non c’era ancora traccia dei futuri procuratori.
Anzi, i calciatori venivano spesso trattati come merce di scambio.
Clamorosa, per quegli anni, fu la protesta di alcuni giocatori della
pluriscudettata Juventus, tra cui Dino Zoff, Marco Tardelli e
Claudio Gentile, che in occasione di un incontro estivo
pre-campionato, subito dopo il Mondiale spagnolo del 1982 si
rifiutarono di scendere in campo per protesta. L’allora presidente,
Giampiero Boniperti, infatti, non voleva riconoscere loro un congruo
adeguamento al contratto in ragione della loro accresciuta
popolarità e del loro aumentato valore sportivo. Con la fine degli
anni ’80, però, andò poi affermandosi la figura del
procuratore-tutore, capace di assistere il calciatore in tutte le
proprie necessità, anche personali. Si è passati, così, da
personaggi talvolta caratteristici e pittoreschi, dalla preparazione
approssimativa, ma pronti ad assecondare in tutto e per tutto il
proprio assistito, a veri e propri professionisti dalle profonde
conoscenze e con una elevata competenza.
Tale evoluzione è avvenuta, in realtà, grazie all’esigenza di
confrontarsi con problematiche complesse che derivano dall’attuale
management sportivo, che richiede conoscenze giuridiche, cognizioni
in materia di marketing, sponsorizzazioni e sfruttamento dei diritti
di immagine del calciatore, presentazioni alla stampa e presenze in
trasmissioni televisive. L’importanza degli agenti, del resto, è
ribadita dalla celebre dichiarazione di Gianni Rivera, Pallone d’Oro
1969: “Se ai miei tempi fossero esistiti i procuratori, avrei
guadagnato dieci volte tanto”.
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